Primavera in.. colore
A cura di Nenella Impiglia Curzi
Il cielo plumbeo e l’aria ancora fresca ci fanno sembrare l’estate ancora lontana e così le tanto agognate vacanze; con l’arrivo della primavera, invece, ognuno di noi ha voglia di abbandonare cappotti e maglioni pesanti e di rivestirsi di luce, di colore, di leggerezza, così come la natura, che sboccia, regalandoci tutte le sue fantastiche sfumature.
Meravigliose le tonalità naturali, ma altrettanto affascinanti quelle che indosseremo (tempo permettendo) attraverso i nostri abiti: i nuovi neutri, i colori solari, caldi e gelato.
Cromie chic, dunque, quelle dei sabbia, beige, bianco-calce, gesso, rosa cipria, perla, lavanda, abbinati tra loro per un look raffinatissimo. Tornato il verde, molto sofisticato: verde alga, kaki, metallico; nuances che si trasformano in tonalità oliva, marrone, fango, cioccolato. Protagonisti, per quanto riguarda i colori più accesi, caldi, solari, sono il giallo e l’arancio. Presente anche il rosso, leggermente virato al pomodoro o al lampone; ancora trendy l’indigo blu e il turchese, in tutte le sue gradazioni. Giovani e divertenti sono poi le tinte gelato, più tenui, ma sempre deliziose, dal pistacchio al giallo pallido, dal rosa chiaro al violetto. Nella cultura orientale i colori sono “inebrianti, magnifici”; essi hanno una grande influenza sulla vita di tutti gli esseri viventi.
Esistono spesso delle affinità tra la tonalità dell’abito e la personalità del soggetto che lo indossa; quando scegliamo una particolare nuance, che spesso esprime e condiziona il nostro umore, comunichiamo molto di noi stessi a chi ci sta intorno. La predilezione del rosso, ad esempio, corrisponde ad uno stato di attivazione, ad uno slancio diretto verso la conquista, ad un desiderio ardente ed in espansione, ad una mobilitazione di tutte le energie, che riflettono sicurezza di sé, fiducia nelle proprie forze e capacità. Chi lo indossa, probabilmente, vuole esternare la propria passione e il proprio vigore. Viene preferito da chi ama l’azione e denota anche una forte sensualità.
Il colore per intellettuali, studiosi e persone che vogliono assumere posizioni di autorità e controllo è il giallo: favorisce, infatti, l’apertura mentale e incoraggia l’attenzione per i dettagli. Indossarlo “porta luce”, positività, in quanto viene comunemente associato al sole e predispone all’ottimismo.
Per ricreare un’atmosfera tranquilla, rasserenante e che dia sicurezza, meglio scegliere il verde, un colore sinonimo di armonia ed equilibrio. In questa nuance ben si identificano le persone tradizionaliste, convenzionali, che non amano farsi notare. Chi lo preferisce, di solito, ama anche la natura e la sicurezza che vi associa.

Michelle Obama in Calvin Klein
Chi indossa il blu trasmette agli altri ordine e spiritualità ed è di solito una persona leale ed onesta; è un colore non aggressivo, che riflette il desiderio di pace, tranquillità, talvolta persino solitudine.
Ilviola genera dignità, rispetto e considerazione; esprime sacralità e umiltà quando è indossato dai preti cattolici, ma anche ricchezza, stravaganza e opulenza, se associato alla figura del monarca.
Il marrone è spesso legato alla terra, alla stabilità e al concetto di solidità e autorità, sicurezza e fiducia di sé. In genere chi ama indossare questo colore mostra un notevole attaccamento al lavoro, alla famiglia, agli amici e inclinazione alla praticità, responsabilità, organizzazione, fermezza.
Via libera dunque ai colori, alla nostra voglia di leggerezza e alle belle giornate di sole, ma con cautela e attenzione agli ultimi colpi di coda del rigore invernale. Per fortuna le nuove collezioni contengono pezzi che sono perfettamente adatti anche per le fresche giornate primaverili ed estive.
Importante ritorno di soprabiti, lunghi, con volumi innovativi e materiali leggeri, perfetti in ogni occasione e poi pantaloni e giubbotti in pelle, adatti per la mezza stagione, neri, grintosi, con borchie, o nei colori chiari. Grande protagonista è lo scamosciato, dai pantaloni, alle giacche, ai gilet e ai miniabiti in tonalità cipriate.
Immancabili, poi, i caban, giacche e blazer che da un paio di stagioni hanno fatto la loro rentrée. Il caban, il cui nome ha origine dalla parola inglese cab, carrozza, deriva dalla divisa dei cocchieri inglesi dell’ ‘800 e dal giaccone dei marinai bretoni del ‘700.
Il blazer, di cui esistono due tipi, quello doppiopetto stile militare e quello monopetto, che deriva dalla giacca da club indossata nei circoli dei canottieri nell’Inghilterra dell’‘800, nacque grazie al comandante della fregata britannica H. M. S. Blazer che, stanco del modo di vestire del suo equipaggio, diede ordine di preparare una giacca fatta con panno a righe bianche e blu, a cui vennero applicati dei bottoni della marina reale. Piacque talmente alla regina Vittoria, che ben presto fu adottata anche dagli equipaggi di altre navi.
Una diversa interpretazione etimologica afferma che il nome deriva dall’inglese to blaze, brillare o sfavillare, perché originariamente questa giacca era realizzata con colori brillanti.
E, dopo questo curioso excursus storico, lasciamo da parte i coprispalla, con la speranza che, con l’arrivo del caldo, le nostre prossime curiosità possano essere rivolte ad argomenti che riguardano la bella stagione e ci portino finalmente ad esclamare … benvenuta estate!
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