Voglia d’Estate!
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Per tutti gli anni’70 le parole d’ordine saranno: comodità e sobrietà, libertà e comfort; gli anni ’80 segnano un nuovo boom per l’intimo femminile, che si riscopre come arma di seduzione: pizzi, ricami, voile e tulle, giarrettiere, reggicalze e guepière.
E’ l’esplosione della lingerie sexy in tutte le sue espressioni, un fenomeno di costume che continuerà negli anni la sua affascinante evoluzione. Una nuova stagione, dunque, protesa a comunicare femminilità, seduzione e gioia di vivere anche con gonne mini e micro, orli che si accorciano oltre il dovuto e shorts a profusione per (belle, possibilmente) gambe in evidenza.
In questo strano gioco di contrasti, che fa parte della moda, protagonista sarà una donna comunque moderna, dalle molteplici sfaccettature ed anime: romantica, sensuale, ma anche sportiva, rock e persino amazzone e guerriera, data l’invasione di divise e capi di ispirazione militare che hanno inondato le passerelle.
Grande ritorno di stagione anche per il denim, che si conferma protagonista di una moda casual o, a volte, ultrachic: camicie, giubbini, pantaloni, giacche, shorts, gilet, trench, indossati in “total denim look” o mescolati con il resto del guardaroba.
Il nome “blue jeans” (l’Oxford English Dictionary ne indica come epoca di origine il 1567) deriva dalla storpiatura che la lingua inglese ha fatto al termine “blue de Genes” (blu di Genova), definizione utilizzata per indicare il tipo di telone di colore blu impiegato sulle navi per le vele e per la copertura delle merci, originariamente un tipo di fustagno molto robusto, tinto con il guado, oggi interamente di cotone.
“Denim” deriva quasi sicuramente da “de Nîmes”, la città francese da cui le tele provenivano. Alla fine dell’ ‘800, in America, il tessuto jeans diventa sinonimo di pantaloni e la zona della loro prima produzione è negli stati americani dell’ovest, dove i cercatori d’oro, i minatori e gli operai che costruivano le ferrovie, necessitavano di indumenti robusti e resistenti.
Quando il commerciante Levi Strauss pensò di confezionare capi di abbigliamento da lavoro, utilizzò la tela che normalmente si usava per la copertura dei carri dei pionieri, il cui colore era marrone chiaro. Dunque i primi jeans non erano blu, ma “marroncini”. Solo quando questo tipo di tessuto era finito, si rivolse ad ovest per averne altro e da New York il fratello gli spedì quello che, in quella città, andava per la maggiore: la tela “blu di Genova”.
Bella storia per un indumento che, ormai, fa parte della nostra vita!
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