Voglia d’Estate!
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A cura di Nenella Impiglia Curzi
Stanchi del clima invernale che ancora ci avvolge, ci assilla con temperature sottozero e nevicate inaspettate, viene meno anche il desiderio di strizzare l’occhio alle passerelle moda della prossima stagione autunno-inverno, sulle quali torneremo con il cuore più “intiepidito” e dopo aver assaporato il piacere di proiettarci verso le tendenze della imminente primavera-estate.
Ci sarà un chiaro ritorno alla femminilità ed al romanticismo con un pizzico di malizia: balze, pizzi, rouches, fiocchi, plissé di tulle. Uno stile bon bon, di ispirazione bambola, che punta su impalpabili trasparenze, tessuti leggeri dalle textures extramorbide e palette cromatica che predilige colori tenui, delicati, pastello, sfumature soft: dal polvere al sabbia, dal perla al celeste e l’immancabile rosa cipria, irresistibilmente rétro.
Femminilità in primo piano, dunque, accentuata anche dalla ripresa, alla grande, del tema lingerie a vista; il bustier ritorna prepotentemente di moda: nero, fantasia, color carne, di metallo, in pelle.
La storia della biancheria intima è parallela a quella della liberazione femminile, dalla condizione sociale di costrizione a quella di libertà. La sua nascita si fa risalire all’antico Egitto, quando le donne della nobiltà iniziano ad indossare tuniche a diretto contatto con la pelle.
Nel periodo romano compaiono altri indumenti intimi, primi fra tutti gli antenati dei reggiseni: i mammillari, fasce di cuoio che appiattiscono il seno, poi i cestus, guaine che stringono la vita, ma anche le mutandae (latino = da cambiare), il cui nome indicava il frequente lavaggio a cui erano sottoposte.
Nel Rinascimento si vedono le prime giarrettiere, laccetti che stringevano le calze sulle gambe; il ‘600 vede lo sviluppo del corsetto o busto, una specie di guaina che avvolge il corpo della donna da sotto il seno fino al ventre, ma è nell’ ‘800 che diviene l’indumento intimo per eccellenza; viene indossato sopra la camicia e chiuso dietro da nastri o gancetti, per conferire l’ambito effetto “vitino di vespa”.
Il ‘900, poi, è stato un secolo rivoluzionario: nel 1914 compaiono i primi reggiseni, si abbandonano tessuti pesanti e coprenti a favore di trasparenza e leggerezza; negli anni ’30 l’indumento intimo più utilizzato è la sottoveste, i mutandoni si accorciano sempre più e nascono i primi slip.
Gli anni ’50 segnano il ritorno della lingerie cosiddetta “scomoda”: bustini, guepière solo per un fine seduttivo; la vita si assottiglia ancora una volta per mettere in evidenza décolleté prosperosi. E’ la moda della pin-up, pubblicizzata dalle dive del cinema.
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