Il particolare che fa la differenza
A cura di Nenella Impiglia Curzi
Siamo in pieno periodo natalizio, di feste ed insieme a loro si avvicina sempre di più la ricerca del look ideale per essere al top in qualsiasi occasione. Quest’anno come non mai, soprattutto per Capodanno, la parola d’ordine è osare e brillare è d’obbligo, forse un modo scaramantico per esorcizzare la crisi, ma senza strafare e cedere a inutili eccessi.
Via libera dunque all’effetto shining: lurex, lamé, strass, paillettes, scintille che ravvivano il nero degli abiti, accessori e macro bijoux. Applicazioni, decorazioni, ricami, dettagli di luce anche su calze e collant, ritornati di gran moda, che da soli riescono a dare un tocco originale, fantasioso, nuovo alla mise più spenta e più banale.

Anche se nasce come indumento “antifreddo” la calza svela da subito velleità da accessorio di seduzione, elemento chic di cui nessuna donna può fare a meno.
Il suo nome deriva dal latino “calceus” (la scarpetta di cuoio fine, che si indossava nelle case, o nella commedia teatrale) che, a sua volta, deriva da “calx”, tallone. Ma le vere origini sono molto lontane, risalgono all’antico Egitto; infatti nelle tombe dei faraoni sono stati ritrovati frammenti di calze lavorate a maglia.
Tuttavia è nel Medioevo che nascono, indossate però solo dagli uomini fino a quando, col passare dei secoli, alla donna viene concesso di mostrare le gambe. La calza velata, in seta, diventa quindi un prodotto di lusso, caro e destinato ad una ristretta élite, ma la vera rivoluzione si ha nel 1938, quando Dupont de Nemours mette a punto il nylon, la prima fibra sintetica meno costosa, definita“resistente come l’acciaio e delicata come una ragnatela”.
Nel 1959 Allen Grant inventa i collant, eredi dell’antica calzamaglia utilizzata nel Medioevo e Rinascimento sia da donne che da uomini. Negli anni ’60 di nuovo Dupont introduce sul mercato il suo elastam lycra, innovativa fibra elastica, facendo diventare il collant coprente un nuovo argomento moda, associato in maniera perfetta alla rivoluzionaria minigonna, lanciata dalla stilista inglese Mary Quant.

Negli anni la calza si veste di colori e tessuti delle tendenze moda; quest’inverno sono luccicanti e preziose: lurex per illuminare le gambe coprendole con preziose calze o magari con dei grintosi leggings, entrati di diritto nel novero dei must have di stagione. La loro storia inizia nei primi anni ’80, quando ebbero un vero e proprio exploit, col nome di pantacollant o fuseaux.
FuMadonna a consacrarli, indossandoli nel suo primo film “Cercasi Susan disperatamente” ed in molti video musicali, che hanno accompagnato i suoi primi successi. Look eccentrico, dunque, pieno di luce, per brillare soprattutto nell’ultimo giorno dell’anno; nero, oro, argento trionfano sull’oscurità della notte, seguiti dai colori di tendenza della stagione, come il blu, il viola, il verde. Molto glamour il bianco, iridescente, ma il colore simbolo delle feste natalizie, protagonista per eccellenza, è naturalmente il rosso.
Non si può non rispettare la tradizione di indossare qualcosa di rosso a Capodanno! Le radici di questa vecchia usanza provengono addirittura dalla Cina, dove si appendevano su tutte le case striscioni augurali rossi, colore della felicità, del matrimonio, della gioia. Gli antichi cinesi da sempre hanno utilizzato a capodanno fuochi d’artificio, forti rumori ed il colore rosso per spaventare il Nian, la bestia che mangia gli uomini, segnando il suo passaggio dall’anno vecchio al nuovo.
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Ma anche nell’antica Roma, al tempo di Ottaviano Augusto nel 31 a.C., era usanza delle donne e degli uomini, durante il Capodanno, indossare qualcosa di rosso, colore che rappresentava il potere, la fertilità, la salute, il cuore. Da allora questa tradizione ancora resiste.
Dunque… un tocco di rosso e tanta felicità.
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