Tendenze Autunno 2009
A cura di Nenella Impiglia Curzi
Siamo già in pieno autunno, ma già dall’estate la nostra mente era rivolta alle tendenze, curiosità, ed ai must-have della nuova stagione. Molteplici sono le ispirazioni della moda attuale: sicuramente un ritorno al passato, dagli anni ’30 fino ai ’90, naturalmente reinterpretati in chiave moderna e contemporanea. Sono passati 20 anni, ma il mood aggressivo degli eighties, che si respirava nelle ultime stagioni si afferma con prepotenza, lasciando, tuttavia, da parte i suoi eccessi.
Tornano le famose spalle larghe nelle giacche, nei cappotti, nei vestiti e nelle camicie e le mitiche spalline imbottite (raffaelliane, nel senso di Carrà), non hanno solo forme arrotondate, ma anche squadrate, rigide, a martello, a farfalla, a palloncino o drappeggiate. Il punto focale, dunque, sono le spalle, evidenziate anche da abiti che le lasciano completamente scoperte, monospalla o all’americana. Superprotagonisti anche “leggins”, pezzo forte già da un anno, ed i fuseaux, aderentissimi, quasi una seconda pelle.
Il colore top-trend: imperiosamente il nero, assoluto, maschile, bon ton, couture e atmosfere neogotiche, rock, dark e punk con abiti appariscenti e accessori in pelle, illuminati da borchie, fibbie, cerniere, catene. Eppure un motto degli anni ’70 asseriva: “Punk è un modo di essere, non di apparire”, come rifiuto dei canoni della moda stessa e delle regole.
La propagazione dello stile, nato prevalentemente in America con gruppi come i “Ramones” e poi in Inghilterra, si deve anche al contributo della stilista londinese Vivienne Westwood, che forniva gli abiti di scena al gruppo musicale “Sex Pistols” e creava collezioni di moda che univano lo stile di strada a capi d’abbigliamento di ispirazione edoardiana e vittoriana, come corsetti e guepière sado-maso.
Sicuramente questa moda è rivolta ad una donna decisa, determinata, dalla forte personalità, grintosa e combattiva; ma, in questo incredibile gioco di contrasti, in cui, accanto al total-black, esplodono flash di colori forti, decisi, fluo, questa stagione invernale incarna anche il ritorno ad uno stile raffinato, femminile, bon-ton, per donne che amano indossare tailleur e completi iperfemminili, sobri, ma di classe. Blazer e pantolone, divisa anni ’80 delle donne in carriera, assume oggi un nuovo stile
sofisticato e charmant.
Indiscutibile, poi, l’eleganza della giacca smoking, rielaborazione trendy del vecchio tuxedo statunitense e del dinner jacket nel Regno Unito. E’
interessante sapere che il termine smoking deriva da smoking jacket “giacca per fumare”, originariamente indossata dagli uomini, quando, in casa, si ritiravano a fumare, dopo il pranzo. Nel 1966 Yves Saint-Laurent creò la versione da donna, denominata, appunto “smoking”.
Grande attualità anche per il cappotto, dal taglio impeccabile e dell’impermeabile, un ever green, moderna interpretazione dell’originale trench-coat (“cappotto da trincea”) appositamente creato per gli ufficiali inglesi impegnati nella I Guerra Mondiale.
Mood raffinato, dunque, fatto di temi che esaltano la ricercatezza e l’attento studio delle forme; abiti couture, scultorei, vere opere d’arte, dai tessuti ricercati, preziosi come seta, broccato, velluto devoré, lamé, lurex, che per la sera si illuminano di pietre, paillettes, jais, cristalli.
Una moda che fa sognare, trasforma le indossatrici in dive del passato e le donne comuni in principesse.
Ricercatezza e lusso sono i concetti più importanti: torna da grande protagonista la pelliccia, status symbol e oggetto del desiderio per eccellenza, a pelo lungo, rasato, eccentrica nei colori fluo, spiritosa, versatile, interpretata con fantasia, utile per affrontare i rigori dell’inverno, ma soprattutto per riscaldare l’animo, dichiarare guerra alla crisi e ricreare lo spirito giusto per affrontare il futuro con ottimismo.
Al lusso non si rinuncia, ma non dimentichiamo che esso è “la necessità, là dove finisce la necessità. Non dimora nella ricchezza e negli ornamenti, ma nell’assenza di volgarità” secondo la saggezza di Coco o quella di Seneca “Non faciunt meliorem equum aurei freni” (i freni d’oro non migliorano un cavallo). Quindi buoni acquisti e naturalmente … buon gusto!
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